Locomotore E. 330
Modello completamente rifatto dell' E330 "IL CAMMELLO" 1° serie.
Trolley rifatto, ruote finissime appositamente fatte realizzare per questo modello.
Fanaloni a petrolio rifatti con staffe di attacco analoghe al vero.
Perfetta scala 1:87 tutto ottone, colore cassa nera, telaio e ruote rosso vagone.
Stesso modello ma con numerazione 330.014 adoperato per testare la biella Bianchi adottata poi sulle E432 e E554.
Modello già disponibile, colore cassa nera, telaio e ruote rosso vagone.
Modello E 330.012 con avancorpi stesse caratteristiche dei su citati; colore castano isabella.
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Locomotore E. 333
Negli anni venti le ferrovie italiane con l'espandersi della trazione elettrica, avendo bisogno di locomotori a media velocità per treni viaggiatori, vistala buona
riuscita dei locomotori E.330, decisero di costruire un locomotore con le stesse caratteristiche tecniche, ma più versatile per treni locali con bisogno di frequnti avviamenti.
Nel 1923, su progetto dell'ing. Kaleman Kando, fu "varato" il progetto di via del locomotore E. 333 con 3.600 V, 16,7Hz
una velocità obbligatoria di 25 - 37; 5 - 50 - 75.
Per il biellismo venne ricalcato quello dell' E. 330 adottando la classifica biella triangolare a traliccio con ruote motrici dal diametro
16,30 carrelli anteriori e posteriori tipo Zara.
A differenza del locomotore E. 330 che la cassa con cabina di guida era di tipo assimmetrico, nell'E.333 la stessa era posta verso la fine della macchina creando dei problemi di visualità
al personale di macchina.
Questi locomotori cessarono del tutto il loro servizio nel 1969.
Attualmente ne esiste ancora un esemplare l'E. 333.026 che è stato restaurato e ingiustamente colorato con livrea nera; si trova al Museo Ferroviario Nazionale di Pietrarsa (NA).
Super modello del locomotore trifase E 333 in tutto ottone, perfetta scale 1:87, disponibile fine settembre 2008 per il vostro plastico. Lo stesso modello con carrozzeria in materia plastica e ganci modellistici.
Modello dell'E. 333.006 con pantografi doppi sperimentali - scala 1:87 in ottone
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Locomotore E. 430
Modello in scala 1:87 in ottone del locomotore E 430.
Disponibile con Trolley.
Tipo VALTELLINA o BROWN BOVERI.
Nuova motorizzazione di grande affidabilità, ruote in alpacca costruite appositamente.
L'E. 430 fu il primo mezzo di trazione a corrente alternata messo in servizio in Italia. La sua meccanica, avanzata per il 1900, era chiaramente derivata dai locomotori a corrente continua E. 420 costruiti nel 1985 negli Stati Uniti. I due esemplari costituenti il gruppo 34 Rete Adriatica, immatricolati
poi definitivamente dalle FS come E. 430.001 e E. 430.002 furono costruiti a Budapest nel 1901 dalla casa Ganz.
I due locomotori furono assegnati uno al deposito di Fortezza; mentre l'altro venne assegnato al deposito di Bolzano.
L'E. 430.001 dopo essere stato accantonato a Roma Smistamento in seguito fu restaurato ed ora si può ammirare al "Museo Nazionale della Scienza e della Tecnica" di Milano.
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Locomotore E. 431
Modello in scala 1:87 del modello E. 431.027, colore castano isabella, conservato presso il Museo Ferroviario Piemontese.
Modello E. 431.018 con comando multiplo, colore castano isabella.
Modello E. 431.007 con fanaloni a petrolio, colore cassa nera, tetto argento, telaio e ruote rosso vagone.
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Locomotore E. 420
Costruito in America unico esemplare, prestò servizio inizialmente sulla linea Milano - Varese - Porto Ceresio. Alla fine del 1925,
con l'elettrificazione a terza rotaia della Napoli - Pozzuoli, venne trasferito e usato per il seervizio di manovra nel deposito di Napoli Campi Flegrei, per l'inoltro di carri sul raccordo di Bagnoli, in parte elettrificato per la terza rotaia.
Nel 1937 a seguito dell'avvenuta conversione a corrente continua a 3.000 V. della Napoli - Villa Literno, le FS accantonarono l'E. 420. Venne acquistato dalla Ferrovia Cumana e modificato per l'alimentazione a corrente continua 1.200 V., mediante installazione di un convertitore rotante
a metadinamismo e presa di corrente a pantografo.
Con l'ammodernamento della rete, avvenuta a partire dal 1963, l'elevazione della tensione originaria dai 1.200 V. al valore di 3.000 V. per l'E.420 non risultò economicamente conveniente procedere ad una ulteriore trasformazione e venne demolito poco dopo presso lo stabilimento Italsider di Bagnoli dove aveva prestato servizio per molti anni.
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